Il naso è un organo particolarmente complesso del terzo medio del viso e di rilevante importanza funzionale. E’ infatti una struttura anatomica dell’apparato respiratorio e sede di ricezioni degli stimoli olfattivi. La sua posizione centrale e prominente del volto ne influenza e caratterizza l’intera armonia dei tratti estetici.
La chirurgia nasale può essere quindi considerata la regina della chirurgia plastica del volto e per tale motivo necessita di una particolare attenzione nella valutazione clinica prima di arrivare alla fase chirurgica.
Durante la prima visita di chirurgia nasale, la paziente, prima di sottoporsi all’esame clinico esterno ed endonasale, si mostra , nella maggior parte dei casi, con una espressione richiedente comprensione della sua problematica estetica, a volte anche psicologica, senza avere le idee chiare su quale possa essere il risultato estetico finale .
Può immaginare una correzione oppure portarmi in visione il naso di una modella: ma come potrebbe trasformarsi il naso sul suo volto? Vorrebbe un naso diverso, ma quanto diverso? Potrebbe avere timore di un cambiamento eccessivo e non riconoscersi più… come rassicurarla?
Questa è la fase più importante della mia prima visita ,durante la quale la mia sensibilità femminile e le mie capacità di fare emergere senza alcun timore le reali richieste ed i desideri estetici dei pazienti , mi consentono di arrivare ad una giusta programmazione chirurgica.
Tale programmazione non può prescindere dalla mia valutazione anatomica ,da uno studio strutturale supportato da esami radiografici e da valutazioni di armonia ed eleganza .
La fase successiva della prima visita prevede un servizio fotografico e la possibilità di visualizzare tutte le richieste e valutazioni fatte precedentemente su una immagine chiara , con una proiezione anteriore e laterale.
La visualizzazione di una o più soluzioni estetiche consente ai pazienti di arrivare con molta consapevolezza e serenità alla decisione di voler intraprendere quello che io amo definire “il viaggio della chirurgia nasale”.

Prima


Dopo


Alcune risposte


La prima visita informativa è gratuita. A questa può seguire, su richiesta anticipata, un attento esame clinico con foto e simulazione della rinoplastica al computer.

Obiettivo primario dell’intervento di rinoplastica open è il raggiungimento della più completa armonia e delle corrette proporzioni tra naso e viso. Le valutazioni delle correzioni nasali non possono prescindere da un’accurata analisi fisionomica del volto del paziente poiché il naso è un tratto facciale estremamente complesso unico per ciascun individuo. È di fondamentale importanza che il vostro nuovo naso risulti esteticamente naturale e che trovi il suo perfetto equilibrio al centro del volto donandovi un aspetto più piacevole ed armonioso.
Oltre a motivazioni puramente estetiche, tale intervento si addice anche ai soggetti che accusano difficoltà respiratorie; il tal caso l’intervento andrà a modificare anche il setto nasale deviato ed a ridurre l’ipertrofia dei turbinati inferiori molto spesso associata. L’intervento di chirurgia nasale estetica e funzionale, si definisce in tal caso setto rinoplastica funzionale.

La simulazione al computer viene effettuata per tutti i pazienti prima di sottoporli all’intervento chirurgico. Tale prassi permette di comprendere e chiarire cosa sia realmente possibile ottenere dall’intervento di rinoplastica fornendo dunque un fondamentale mezzo di comunicazione tra paziente e chirurgo. I programmi disponibili, tuttavia, permettono una simulazione assolutamente realistica nello studio dei profili mentre risultano leggermente meno efficaci nell’elaborazione della simulazione frontale.
L’aspetto comunicativo è forse quello di maggior rilevanza in tutto l’iter di avvicinamento all’intervento: il chirurgo deve avere ben chiaro qual’è il risultato finale che i pazienti attendono ed allo stesso tempo i pazienti devono avere un quadro completo di quelle che possono essere le reali possibilità di intervento. Uno degli aspetti più comuni di malcontento si genera, infatti, quando il paziente viene illuso da un risultato inattendibile ma ne viene a conoscenza solo ad intervento completato.
La Dottoressa Ricciardi ricerca sempre la massima onestà e si rende disponibile ad eseguire l’intervento solo dopo aver stabilito un profondo rapporto di fiducia con il paziente.

L’intervento di rinoplastica va ad intervenire su una delle parti più importanti del nostro corpo. Il naso, posizionato al centro del volto, condiziona enormemente la nostra immagine e quindi la percezione estetica che gli altri hanno di noi stessi. Prima di sottoporsi all’intervento è dunque necessario ricevere le informazione più complete e dedicarsi un adeguato tempo di maturazione della scelta. Per questi motivi risulta evidente come una sola visita, per quanto esaustiva, non possa essere sufficiente: il percorso di avvicinamento all’intervento deve essere compiuto gradualmente da paziente e chirurgo in perfetta sintonia.
La prima visita informativa si svolge nello studio della Dottoressa Ricciardi che vi accoglierà introducendovi al mondo della rinoplastica. In questo primo incontro verrà effettuata un’attenta e scrupolosa visita durante la quale viene valutata la funzionalità nasale (eventuale deviazione del setto cartilaginoso ed ipertrofia dei turbinati).
Dopo il periodo di riflessione che riterrete più adeguato, se deciderete di sottoporvi all’intervento, verrete ospitati per una seconda visita nella quale la Dottoressa Ricciardi risponderà ad eventuali domande e vi illustrerà il programma chirurgico più adeguato al vostro caso. In questo incontro verranno inoltre scattate dalla Dottoressa le foto pre-operatorie sulle quali effettuare la simulazione al computer che verrà commentata e valutata insieme. Questo incontro sarà molto utile per comprendere, in modo semplice ma dettagliato, in che modo sia possibile migliorare chirurgicamente l’estetica del naso senza danneggiare, ma al contrario migliorare, la funzione respiratoria.
La Dottoressa Ricciardi, per una completa valutazione del caso, prescrive sempre una TAC del naso e dei seni paranasali prima dell’intervento chirurgico.
Nel caso la vostra visita riguardi rinoplastiche di revisione (secondarie, terziarie ed oltre) valgono ovviamente le stesse considerazioni riportate in precedenza e sarà di grande utilità che portiate con voi tutta la documentazione (clinica e fotografica) in vostro possesso.

È tecnicamente possibile eseguire l’intervento di rinoplastica su minorenni ma esclusivamente con il consenso ed il supporto dei genitori che dovranno accompagnare il/la figlio/a in tutto il percorso di avvicinamento. Da un punto di vista anatomico il naso termina la sua crescita intorno ai 15 anni nelle ragazze e verso i 16 anni nei ragazzi; tuttavia è di fondamentale importanza valutare la maturità emotiva dell’adolescente aiutandolo a comprendere fino in fondo le modalità, le aspettative ed i limiti dell’intervento.
Se tali premesse vengono rispettate si possono ottenere risultati di grande soddisfazione per paziente e chirurgo in quanto la solidità delle ossa nasali e la qualità della cute, proprie di un teenager, giocano un ruolo fondamentale nel garantire il miglior risultato.

Assolutamente si. Tuttavia, al contrario di pazienti più giovani, l’intervento presenta delle difficolta particolari vincolate alla qualità della cute ed alla fragilità delle ossa nasali.
Se medico e paziente decidono di proseguire il percorso chirurgico, i risultati ottenuti a seguito dell’intervento possono risultare sorprendenti: oltre a donare un aspetto complessivo più armonioso, un intervento ben riuscito può regalare nuova giovinezza a tutto il viso.

È indubbio come la qualità della pelle del paziente giochi un ruolo importante nell’ottenere un ottimo risultato finale. Una cute elastica, liscia e con il giusto spessore infatti tende ad adattarsi meglio al nuovo scheletro di ossa e cartilagini.
La Dottoressa Ricciardi, durante le visite, pone molta attenzione su questo aspetto: è importante che il paziente comprenda a pieno la relazione tra qualità della pelle e risultato finale dell’intervento.

L’intervento di rinoplastica non antepone mai l’interesse estetico alla corretta funzione respiratoria. Al contrario, infatti, i più comuni difetti estetici possono essere anche causa di problemi respiratori; la Dottoressa Ricciardi, durante l’intervento di rinoplastica, può lavorare per migliorare sia l’estetica che le funzioni primarie del naso. Il vantaggio di correggere in un unico intervento entrambe gli aspetti è evidente non solo per un discorso pratico (ossia quello di evitare un secondo intervento) ma sopratutto funzionare. Se si esegue prima la settoplastica non sarà più disponibile la quantità di setto asportata come “sito donatore” per eventuali innesti di cartilagine che sono utili (a volte indispensabili) per il raggiungimento del risultato estetico e funzionale duraturo nel tempo.

L’intervento di rinoplastica viene generalmente eseguito in anestesia generale in quanto agevola notevolmente le manovre chirurgiche dei medici in sala operatoria.
Tale intervento, infatti, non si limita mai a semplici correzioni estetiche ma si pone come obiettivo quello di realizzare una complessa struttura armonica dove tutto è interdipendente a garanzia del miglior risultato possibile lavorando in piena sicurezza.
Lavorare in anestesia generale consente anche di controllare al meglio la pressione sanguigna durante l’intervento agevolando le operazioni del chirurgo, contenendo le ecchimosi ed il gonfiore nel postoperatorio.

I tamponi in passato venivano inseriti nelle cavità nasali dopo l’intervento chirurgico per evitare possibili sanguinamenti post operatori. Tali tamponi, tuttavia, davano un senso di costrizione nella regione fronto-nasale provocando dolore sia durante la convalescenza che alla loro rimozione.
Da qualche anno la Dottoressa Ricciardi non inserisce più i tamponi nelle fosse nasali grazie ad una tecnica di sutura, attenta e scrupolosa, delle mucose al setto nasale.
Il vantaggio di non usare tamponi dopo l’intervento è strategico in quanto il paziente può respirare immediatamente dal naso, rendendo il risveglio anestesiologico più sereno e tranquillo.
Il dolore nella regione operata, inoltre, risulta assente e già dal giorno successivo all’intervento si possono iniziare i lavaggi nasali.

Alcuni pazienti nutrono forti timori all’idea di sottoporsi ad anestesia generale ed in casi particolari è possibile operare in anestesia locale. Tale pratica è comunque sconsigliata al fine di garantire il miglior percorso postoperatorio e per non sottoporre il paziente a stress eccessivi.

L’obiettivo che la Dottoressa Ricciardi si pone è la perfezione.
In media un intervento di rinoplastica può durare dalle 2 alle 3 ore, tuttavia dare una tempistica precisa all’intervento risulta aleatorio. La cura totale e la dedizione nel dedicarsi al più piccolo dettaglio non pone limiti nella durata effettiva dell’intervento. Il paziente uscirà dalla sala operatoria solo quando l’intera equipe mostrerà la più totale soddisfazione nel risultato pervenuto.

La rinoplastica può essere eseguita con tecnica chiusa o con tecnica aperta.
Nella pratica chirurgica della dottoressa Ricciardi viene molto spesso utilizzata la tecnica aperta (open) in quanto la piccolissima incisione cutanea alla base della columella (che non lascia esiti cicatriziali evidenti) consente di visualizzare al meglio e correggere con precisione l’aspetto architettonico ed anatomico del naso coniugando l’estetica alla funzione.

Questa è una delle prime e più importanti domande che vengono poste durante le visite, in quanto tale intervento, negli anni passati, veniva ricordato come tale. Nell’ultimo decennio, grazie al miglioramento delle tecniche chirurgiche ed all’utilizzo di strumenti chirurgici meno invasivi è possibile non utilizzare i tamponi nasali nella quasi totalità dei casi. Questa condizione post chirurgica consente al paziente di svegliarsi senza tamponi, di respirare nell’immediato e di affrontare la convalescenza senza alcun minimo dolore. Le secrezioni nasali fisiologiche tenderanno, nei giorni successivi, a ridurre in parte il flusso aereo nasale ma il contemporaneo utilizzo di lavaggi e di olii balsamici consentiranno di rimuovere le eventuali crosticine endonasali consentendo un miglioramento repentino della respirazione.

Il naso inizierà a sgonfiarsi con ritmi differenti in base al tipo di pelle, alla complessità dell’intervento effettuato ed alle caratteristiche fisiologiche del singolo paziente. Dopo aver rimosso il cerotto e la mascherina, a sette giorni dall’intervento, il gonfiore si sarà ridotto sufficientemente da consentire al paziente di riprendere la sua normale vita relazionale con un aspetto gradevole.
Soltanto le aree di pelle più spessa, come la punta, inizieranno a migliorare come definizione nei mesi successivi.

Il piccolo ematoma ai lati del naso sarà più evidente il mattino successivo dopo l’intervento che il giorno stesso ed inizierà a diminuire dopo 3-4 giorni. Anche in questo caso la tendenza agli ematomi è legata alle caratteristiche fisiologiche del paziente e può essere conseguente alla complessità dell’intervento chirurgico come nel caso delle settorinoplastiche di revisione (o secondarie) che prevedono l’utilizzo di importanti innesti cartilaginei.

L’intervento di rinoplastica open non lascia cicatrici visibili in quanto il chirurgo effettua incisioni all’interno del naso e la piccolissima incisione esterna alla columella guarirà in pochissimo tempo e non ve ne sarà più traccia alcuna.

Un corretto iter postoperatorio influenza notevolmente i tempi di guarigione del paziente. L’accoglienza per la notte con dimissione la mattina seguente è prassi comune dopo l’intervento di rinoplastica. Tale condizione garantisce al paziente la giusta sicurezza e confort e permette al medico di assicurare l’adeguata assistenza notturna con la corretta somministrazione di farmaci endovenosi ed il costante monitoraggio della pressione. Nelle ore successive l’intervento è inoltre fondamentale contenere il gonfiore e l’infiammazione con refrigerazione locale accelerando così il processo di guarigione

Il paziente, il giorno successivo all’intervento chirurgico, viene dimesso ed informato sulla terapia domiciliare garantendogli assistenza clinica e telefonica per qualunque sua necessità. Il primo controllo per la rimozione dei punti, della mascherina e dei cerotti, sarà ad una settimana.
Seguiranno i controlli a tre settimane, otto settimane, sei mesi ed un anno.
Questi controlli post-chirurgici sono estremamente importanti per seguire le fasi di guarigione del naso.

Non sarà possibile indossare occhiali nei primi due mesi dall’intervento.
Gli occhiali da vista potranno essere sostituiti da lenti a contatto mentre, per i pazienti che non possono indossarle, verranno valutate soluzioni alternative.
Dopo il primo mese si consiglia l’utilizzo di montatura leggera per gli occhiali da sole.

Il tempo minimo consigliato di riposo dopo l’intervento di rinoplastica è di una settimana. Trascorso tale periodo le ecchimosi e gran parte del gonfiore si riducono notevolmente permettendo al paziente di riprendere le normali attività lavorative. In caso di lavori particolarmente stressanti dal punto di vista fisico, o svolti in ambenti polverosi, si consiglia di estendere il periodo di riposo dalle due alle tre settimane.

Le raccomandazioni per la ripresa dell’attività sportiva sono analoghe a quelle citate precedentemente per il lavoro. Si consiglia una ripresa graduale prediligendo dalla seconda settimana attività meno impegnative come bicicletta o lunghe passeggiate mentre dalla quarta settimana si potranno intraprendere attività come nuoto o palestra.
Discorso a parte per gli sport a rischio di contatto: per questi è necessario aspettare almeno due mesi dall’intervento ed è consigliabile indossare maschere di protezione nasale (decorsi due mesi, infatti, il naso riacquista la consueta solidità ed il rischio di rottura equivale a quello prima dell’intervento).

Certo. Per i pazienti che vivono in altre città è possibile partire in auto oppure in treno.
Subito dopo la dimissione è sconsigliabile invece l’uso dell’aereo; per coloro che vivono all’estero o in città molto lontane è possibile pernottare una notte, a costi molto contenuti (30€ circa), nell’Istituto Zileri in via Nomentana 309, Roma, accanto alla clinica “Assunzione di Maria Santissima” sede dell’intervento chirurgico.

L’obiettivo dell’intervento di rinoplastica è donare al paziente un naso assolutamente naturale ed in perfetta armonia con il viso. Lo studio meticoloso delle forme e delle proporzioni permette al paziente di riconoscersi immediatamente nella sua immagine con totale soddisfazione. Il risultato finale sarà cosi naturale che, esclusi parenti ed amici d’infanzia, i conoscenti faranno fatica a notare il reale motivo di un cambiamento cosi positivo nell’immagine complessiva della persona.

Il naso può essere avvertito come antiestetico nel caso di una punta troppo grande o cadente, della gobba particolarmente accentuata o di narici eccessivamente ampie. Spesso le insicurezze derivanti da tali considerazioni possono condizionare scelte di vita pratiche: la libertà di scegliere il taglio di capelli preferito (senza soffermarsi sul pensiero che questo possa accentuare un inestetismo) o più banalmente la spensieratezza di sorridere all’obbiettivo di una macchina fotografica.
In un contesto sociale così fortemente improntato sul porre la propria immagine come biglietto da visita verso il mondo esterno, sentirsi pienamente soddisfatti del proprio aspetto condiziona in modo favorevole le nostre relazioni sociali e le azioni quotidiane.

Un atto chirurgico è legittimo solo se eseguito con la volontà del paziente che vi si sottopone.
Se il paziente è di minore età è necessario il consenso di entrambi i genitori salvo che solo almeno uno di questi abbia la patria potestà.
La espressa volontà del paziente a farsi operare non è necessaria solo se il paziente non è in grado di esprimersi ( paziente in coma ad esempio ) e necessiti di un intervento con le caratteristiche di urgenza/emergenza ( intervento salvavita ).
In tutti gli altri casi e nella chirurgia estetica in particolare ove gli interventi non sono conseguenti a stati di necessità, è di fondamentale importanza il consenso del paziente perché l’atto chirurgico sia legittimo. Diversamente sarebbe delittuoso operare e verrebbe commesso il reato di violenza privata e di lesioni personali.
E’ noto che il consenso all’intervento può essere espresso sia oralmente che per iscritto, nella maggior parte dei casi. In alcuni casi è obbligatoria la forma scritta. Ad esempio è necessario che il consenso ad un determinato atto chirurgico venga espresso in forma scritta quando si tratta di intervento sperimentale, quando si tratta di un intervento su un minore o anche quando si tratta di un intervento diretto all’interruzione di gravidanza. Anche il consenso all’utilizzo di emotrasfusione o di emoderivati necessita del consenso scritto.
Nei casi in cui la tipologia del rilievo del consenso ( orale o scritto ) è opzionale, cosa cambia se anziché essere rilevato in forma scritta, il consenso sia rilevato oralmente? Cambia l’onere della prova. In caso di contestazione di un risultato, sarà onere del chirurgo dimostrare di aver informato il paziente su tutte le possibilità alternative al risultato concordato ed oggetto dell’intervento contestato. La dimostrazione che un determinato esito ( peggiorativo o semplicemente difforme dal risultato sperato) era stato comunicato al paziente come possibile, non esclude la colpa del chirurgo se tale esito si dimostrasse essere insorto per malpractice, ma potrebbe addirittura configurare una responsabilità penale per il chirurgo ( qualora l’esito contestato appartenesse alla categoria delle lesioni gravi ) se il paziente opponesse che in costanza delle informazioni sottaciute non si sarebbe reso disponibile a subire l’intervento.
E’ chiara quindi l’importanza della forma scritta del consenso e della completezza delle informazioni che un consenso deve avere.
Il consenso informato ad ogni atto chirurgico, nell’ambito della chirurgia estetica è riconosciuto che debba essere ancora più dettagliato ed esaustivo rispetto a qualsiasi altro tipo di consenso, datosi che la chirurgia estetica si esegue su un paziente sano e su organi sani e che quindi non riveste caratteristiche di necessità. Anche dal punto di vista assicurativo è importante che in caso di contestazioni di risultato, si possa dimostrare che la delusione del paziente non derivi da false promesse, da promesse di risultati irrealizzabili, perché in tal caso l’assicurazione sarebbe inoperante, datosi che l’assicurazione professionale copre solo i rischi di errori tecnici e non di risultati deludenti perché difformi da quanto promesso.

I pazienti sottoposti già ad uno o più interventi di chirurgia nasale non ben riusciti, sia dal punto di vista funzionale che estetico, si rivolgono alla mia attenzione indubbiamente scoraggiati per la esperienza negativa già vissuta ed impauriti dai successivi risvolti chirurgici.
Questa fase necessita di una particolare attenzione e condivisione della problematica così vera quanto sentita dai pazienti provati dalle pregresse esperienze.
Durante la visita , supportata da immagini radiografiche , è possibile individuare quale problema chirurgico possa aver portato a tale inestetismo e malformazione funzionale.
Rassicurare il paziente sulla possibilità concreta di migliorare la sua condizione non è indubbiamente facile ; ma il tempo che ritengo necessario dedicare a queste particolari visite mi ha permesso sempre di riuscire a fare molta chiarezza ed a tranquillizzare i pazienti .
A rispetto della mia correttezza professionale , è importante che il paziente sappia che la perfezione , in tutte le forme di chirurgia plastica non può essere una certezza anche perché la chirurgia non è una scienza matematica; ma la propensione al risultato ottimale deve essere sicuramente il proposito che guida ogni chirurgo estetico.
Detto questo la chirurgia nasale deve dire grazie al fondamentale cambiamento , negli ultimi 50 anni, della filosofia dell’approccio chirurgico: da demolitivo a ricostruttivo , da sottrattivo ad additivo.
Grazie a queste tecniche è possibile intervenire sulle rinoplastiche di revisione mediante un approccio open alla piramide nasale ed utilizzando innesti di cartilagine.
La tecnica di rinoplastica open ,sia nelle rinoplastiche di revisione che nelle primarie ,permette di controllare sotto visione diretta tutte le strutture che si intendono modellare e di apporvi ogni modifica , utilizzando le migliori tecniche di innesti cartilaginei.

Il mio approccio al paziente che presenta la necessità di revisione di una pregressa rinoplastica è senza dubbio molto attento e dettagliato .IL mio obiettivo è sempre quello di ridare fiducia e di spiegare nel modo più semplice possibile le tecniche ricostruttive utilizzate che possano restituire funzione e dignità estetica al proprio naso.

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